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La Chiesa di Soriano





L’ antica Soriano fu fondata, intorno al VII secolo, da un gruppo di monaci basiliani in fuga a causa dalle invasioni saracene, dalla zona costiera della Calabria Ultra. I basiliani trovarono rifugio nell’interno della valle del Mesima, in una zona apparentemente tranquilla e ben difesa. L’antico nucleo della città è identificabile con l’attuale Sorianello (anticamente detta Soriano alto), arroccata sul ripido pendio, in posizione difensiva rispetto al sottostante pianoro sul quale, successivamente, sorgerà il nuovo sobborgo.
Soriano acquistò importanza dall’XI secolo e durante la dominazione normanna, il Conte Ruggero pose infatti la città sotto la sua Signoria con il titolo di feudo; inoltre, per la sua posizione intermedia, fu importante punto di sosta tra la capitale Mileto e l’altopiano delle Serre, dove negli stessi anni stava fondando la Certosa Bruno di Colonia.
Dalla fine del secolo XVI Soriano fu feudo della famiglia Carafa della Stadera, in seguito, dal 1510, con la fondazione dell’importante e noto convento dedicato a San Domenico, il governo della città fu mantenuto dai monaci domenicani, che acquisirono la contea nel 1652.
Nel 1530 nel convento domenicano, ancora in costruzione, avvenne la delazione della sacra immagine del Santo fondatore; quest’evento ebbe un’eco in tutta Europa, rendendo Soriano un conosciuto e frequentato centro di religiosità.
Nel 1659 una violenta scossa di terremoto distrusse gran parte del paese, che venne, negli anni a seguire lentamente ricostruito. Nel 1783, l’abitato fu nuovamente distrutto dal terremoto, per effetto del quale una collina, precipitando nella valle, deviò il corso del torrente.
In una zona di Soriano, detta la Grecìa, sorge l’antica chiesa di San Francesco da Paola.




La costruzione sorse agli inizi del XVII secolo come cappella della Confraternita dedicata al Santo taumaturgo paolano.
La confraternita di San Francesco da Paola di Soriano basso godeva di importanti privilegi, a partire dall’aprile del 1606, infatti, vi si poteva ricevere l’indulgenza plenaria nel giorno della memoria liturgica del Santo.
Dai dati documentali, emersi durante le ricerche archivistiche, la chiesa confraternita di Soriano si evidenzia vincolata alla famiglia Barba, che vi deteneva alcuni altari di Jus patronato. Sul finire del XVII secolo, nell’altare di Sant’Andrea, di patronato di Andrea Barba, vi si celebrava per un legato una volta alla settimana. Nella visita pastorale del 1706 si annota che ogni settimana,
nella chiesa confraternita del Santo Franciscu, erano celebrate quattro messe, una per i benefattori e tre per il defunto Filippo Barba, e quante se ne potevano con la rendita del lascito del defunto sacerdote don Cesare Barba.
La chiesa confraternita di San Francesco da Paola, distrutta dalla terribile scossa del terremoto del 1783, fu in seguito ricostruita, grazie ai contributi dei confratelli ed ad opera di maestranze locali, ma l’edificio risulta ancora in fabbricazione nella visita pastorale del maggio del 1794; nella relazione della visita si legge che l’unico altare esistente era ancora mancante della pietra sacra, non vi era ancora edificato il pulpito e le finestre erano tutte prive dei vetri. Nella stessa visita apprendiamo che l’antica icona mariana della Madonna della Provvidenza, prima posta su un altare laterale, poi demolito, attendeva di essere collocata. Nel 1818 l’altare maggiore, in legno, era stato collocato, e inoltre la chiesa era stata dotata di una scultura lignea raffigurante il santo titolare. L’edificio, come oggi lo vediamo, si presenta con una forma a pianta rettangolare, a navata unica, con copertura a doppia falda. L’esterno è caratterizzato, in facciata, dalla presenza di una decorazione neoclassica, realizzata con mattoni in laterizio, composta da quattro lesene (due per lato), con un frontone sormontato da fastigio che accoglie le due campane settecentesche.




L’interno della chiesa, illuminato con una serie di quattro finestroni ad arco, si mostra con un apparato ornamentale semplice, impreziosito da cornici a stucco ottocentesche. Sulle pareti è  presente un ciclo di cinque grandi dipinti, realizzati nel 2006 e firmati CSofi, raffiguranti episodi miracolosi della vita di san Francesco da Paola. L’altare maggiore, realizzato in marmo e stucco, ospita nella nicchia centrale una bella scultura in legno raffigurante la Vergine, mentre sul lato in cornu epistole è collocata la scultura ottocentesca, in legno, raffigurante il Santo taumaturgo calabrese. Particolarmente interessante appare il portale d’ingresso, sostituito nel 2001, realizzato in legno, si compone di due battenti, decorati con quattro grandi riquadri, in cui sono raffigurati episodi miracolosi della vita di San Francesco da Paola, riconoscibili nel registro superiore appaiono : L’attraversamento dello stretto di Messina, San Francesco da Paola rifiuta un vassoio di monete alla corte di Re Ferrante, nel registro inferiore: San Francesco guarisce un infermo, Il miracolo dell’agnellino Martinello.