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Il chiostro di Vazzano



La presenza di San Francesco da Paola a Vazzano

Si tramanda che quando San Francesco da Paola era diretto a Milazzo, in Sicilia, per fondare un nuovo convento, sia passato da Vazzano e si sia fermato presso il convento dei padri agostiniani, situato nel luogo in cui oggi sorge il chiostro. Era la quarta domenica di Agosto. Le fonti attestano che il Santo, tra le altre cose, volle visitare la cappella dei frati, in quel tempo dedicata a Maria SS. Annunziata, oggi chiesetta intitolata alla Madonna del Rosario (chiamata comunemente “Chiesola”) e pare abbia pronunciato la seguente espressione profetica: “Verrà un giorno in cui dov’è la vostra chiesa sarà la mia casa, dov’è la vostra casa regnerà la morte”. La profezia sembra esservi attuata pienamente, visto che la oggi la chiesetta del Rosario viene comunemente indicata come Chiesa di San Francesco, mentre l’attuale cimitero sorge in prossimità del sito dell’antico convento agostiniano.
Sin da quando il santo era ancora in vita in tutta la contea di Arena, di cui Vazzano faceva parte, c’era molta devozione verso il santo paolano. Il conte Giancola, prima di partire per la battaglia in difesa di Otranto contro i turchi nel 1480, si recò dal santo con un suo drappello e si prostrò ai suoi piedi. Si narra che il Taumaturgo in quella occasione disegnò con un carbone spento sul lenzuolo un immagine che subito dopo divenne luminosa. Nella contea si diffondeva non solo la devozione al Santo Paolano ma si aprivano anche qualche convento dei Minimi. I un documento del 1623 si legge che nella chiesa madre di Vazzano vi era sul lato destro l’altare dedicato a San Francesco.

Il Chiostro di San Francesco da Paola

In segno di questo antico legame col santo, negli anni Ottanta del Novecento il parroco don Nicola Grillo, ebbe l’idea di erigere un Chiostro, concepito come monumento in onore del santo. La prima pietra del chiostro fu posta nell’agosto del 1982 e venne inaugurato il 28 agosto del 1983 dal vescovo di Mileto, Mons. Domenico Tarcisio Cortese, nel corso dei tradizionali solenni festeggiamenti della comunità Parrocchiale di Vazzano.
Il chiostro, dedicato a San Francesco da Paola, è posto nelle stesso sito sul quale anticamente sorgeva il convento dello Spirito Santo dei padri agostiniani e nel corso degli anni ha subito molti lavori di abbellimento grazie ai vari parroci che si sono succeduti. È composto da mattoni e arricchito da raffigurazioni con i 13 miracoli di San Francesco e una maiolica raffigurante il miracolo della bambina arrivata a Vazzano da Sant’Onofrio con l’aiuto e per mano di san Francesco in occasione della festa in suo onore. Circondato da una cornice di verde e da un’area in cui è posta un gruppo scultore raffigurante la Crocifissione.
Al centro del chiostro, su un piedistallo in pietra, domina la statua in bronzo di San Francesco da Paola, inaugurata nel 1983, che riproduce l’originale simulacro settecentesco in legno conservato nella chiesetta del Rosario. La statua in legno fu ordinata nel 1792 e scolpita a Serra San Bruno (VV) da Vincenzo Scrivo. Prima di dare inizio all’opera scultorea l’artista inviò un calco in gesso perché fosse vagliato ed approvato dal clero vazzanese e forse anche da una parte del popolo. Una volta compiuta l’opera fece gola a molti che non esitarono a corrompere lo scultore pur di acquistarla. Si narra infatti che alcuni abitanti di Pizzo tentarono di trasferire nel loro paese la
statua, ma i vazzanesi venuti a conoscenza del fatto, intervennero drasticamente recuperando la statua e affidandola ad un carro che si curò di trasferire la statua in paese, ma i buoi giunti dinanzi alla Chiesetta del Rosario si fermarono e non ci fu verso di farli spostare. I Vazzanesi furono costretti a mettere giù la statua e ritennero di rispettare la volontà del Santo, ponendo la sacra immagine nella chiesetta. Da allora la statua non fu spostata se non in occasione dei festeggiamenti che si celebrano in maniera semplice il 2 aprile, Festa Liturgica del Santo Paolano e in maniera Solenne la quarta domenica di agosto, giorno che la tradizione ricorda il passaggio del Santo Taumaturgo da Vazzano.




Miracoli ed eventi prodigiosi per intercessione del Santo Paolano, venerato in Vazzano.

Vazzano è anche ricordato per alcuni importanti prodigi collegati alla figura di San Francesco di Paola. Si racconta che una bambina di Sant’Onofrio, muta sin dalla nascita, venne condotta dai genitori devoti a Vazzano, in occasione della festa. La bambina, giunta in prossimità della statua, fu alzata e in quell’istante si compì la guarigione miracolosa poiché iniziò a parlare.
Don Sebastiano De Rosi, di Pizzo Calabro, nonno della Signora Giovanna Fuscà, moglie di Antonino Tiani, fu miracolosamente assolto in giudizio per avere invocato l’intercessione del Santo. I fatti si svolsero cosi: una sera Sebastiano dimenticò il portone del suo palazzo aperto e, nella notte, un omicida dopo essersi liberato del suo avversario, trovò comodo lasciarlo nel portone d’ingresso di casa De Rosi. Il mattino seguente ritrovato il cadavere, tutti espressero seri dubbi circa l’innocenza del proprietario il quale fu incriminato e portato in tribunale. Al De Rosi mancava ogni alibi e pertanto si rivolse con tutta la fede a San Francesco di Vazzano. Giunto il giorno del giudizio
De Rosi si recò in tribunale e li lo attendeva una sorpresa: un frate il quale testimoniava la sua innocenza e portava concreti capi di accusa contro il vero criminale. Il De Rosi fu assolto. In segno di gratitudine portò a Vazzano per il Santo un bastone di argento, una piastra con su scritto “Charitas” ed un ciondolo. Tutti e tre gli oggetti sono in argento e si conservano ancora oggi. Il bastone in argento sostituì l’antico che era in legno spinoso (sbirrichissu) e che pare sia rimasto ai Fuscà.
Una bambina di Sant’Onofrio fu lasciata dormire in casa mentre i genitori a piedi di buon’ora giunsero a Vazzano per assistere alle funzioni religiose in funzione del Santo. Nel frattempo la bambina svegliatosi si mise a piangere ma fu presto consolata ed accontentata da un frate, il quale la prese per mano e l’accompagnò fino alle vicinanze di Vazzano e le diede indicazioni sul dove trovare i genitori. Era domenica e si stava celebrando la Messa solenne. I genitori furono sgomenti nel vedere la bambina e più ancora nel sentire che era stato lo stesso monaco raffigurato ad accompagnarla.